- sito ottimizzato per Modzilla Firefox -

Tenere premuti i tasti CTRL + D per memorizzare la pagina nei bookmarks

Quando volare

(prevedere le giornate migliori per volare)

 

(1)  PRESSIONE E FRONTI

La mappa isobarica è la cosa migliore. Se la regione è influenzata da una depressione, si deve fare molta attenzione alla possibile instabilità dell'aria, che comporta sovrasviluppi o rischio di rovesci. Dunque devi guardare come si sviluppano le nuvole. Se si avvicina un fronte freddo, assumi un atteggiamento di dubbiosa vigilanza ed attenzione. Le migliori condizioni si formano con anticicloni moderati. Se si formano cumuli che riempiono il cielo dopo il passaggio di un fronte freddo, le condizioni saranno probabilmente buone per un volo di distanza. L'aria fredda è instabile, ma la pressione in aumento evita il sovrasviluppo. Di contro, se la pressione aumenta troppo (più di 1020 hPa), le termiche si stoppano: quelle vicine al terreno sono asciutte, strette e favorevoli alle chiusure. In condizioni di anticiclone, i piloti di parapendio e paramotore dovrebbero essere ancor più in guardia per i sottoventi. In condizioni di aria stabile, i rotori e le chiusure in sottovento sono più forti! In parapendio, per ricercare termiche utili a salire in condizioni anticicloniche, è meglio scegliere un decollo in quota in montagna. In questo caso si trovano ottime condizioni anche per i voli di distanza.

 

(2) VENTO METEO AL SUOLO (VENTI A 10 M)

E' importantissimo per scegliere il sito di volo. In pianura, i venti al suolo corrispondono al vento meteo. In montagna, i sistemi locali possono essere completamente diversi dai venti  meteo o possono rinforzarli. Se vento meteo e brezza di valle convergono nella stessa direzione, la brezza sarà più forte. Una regola semplice per evitare situazioni che favoriscono antipatiche turbolenze: se sono previsti venti al suolo con forza maggiore a 10 Km/h, è meglio scegliere un decollo ben orientato. Con vento al suolo maggiore a 10 nodi, cioè a 18 Km/h circa, si potrebbero produrre condizioni forti, addirittura pericolose, ad eccezione di siti di volo che si affacciano alla pianura o al mare.

 

(3) IL VENTO IN QUOTA

Il terzo parametro da tenere in considerazione è il vento in quota. Più precisamente, in montagna, questo è il vento meteo sopra le creste e al di fuori dai sitemi di vento delle valli. Nelle mappe è il vento sopra a 500-1000 m, e cioè nella parte alta delle termiche. In montagna, più è debole e meglio è. Sopra ai 10 km/h sul livello delle creste, è garantita una certa turbolenza. A più di 20 km/h le termiche sono rotte e le condizioni cominciano ad essere molto impegnative. In pianura, invece, una certa di dose di vento in quota può essere benvenuta: 15-20 km/h a 1000 metri è ottimo per i voli di distanza. Ci sono mappe per ogni livello. Per le pianure, 925hPa (circa 800 m) e 850 hPa (circa 1500 m) sono i livelli più interessanti, mentre in montagna si valuta anche il livello a 700 hPa (circa 3000 m). Le mappe del vento in quota permettono anche di dedurre la turbolenza in decollo, quando il vento prevalente soffia in direzione non convergente a quello in decollo. Una regola semplice:

• Il vento prevalente a 500 m sopra il decollo può scendere a terra, rafficato, con tutta la sua potenza.

• Il vento prevalente a 1000 m sopra il decollo può scendere a terra con circa 2/3 della sua forza.

Dunque, se a 500 m sopra il decollo sono previsti 30 km/h di vento, può accadere che il decollo possa subire qualche raffica di forza simile. Se ci sono 30km/h di vento a 1000 m sopra il decollo, potrebbe arrivare qualche raffica a 20 km/h.

 

(4) IL GRADIENTE DI VENTO

Il gradiente di vento è importante tanto quanto, almeno, lo è la forza e la direzione del vento. Se il vento varia in misura maggiore di 10 km/h in 1000 metri, le termiche risulteranno rotte. Questo effetto aumenta ancor più se cambia anche la direzione del vento. Anche con venti deboli di circa 10 km/h, può generarsi una significativa turbolenza se il vento a terra e quello in quota provengono da direzioni opposte.

 

(5) DIFFERENZA DI PRESSIONE /EFFETTO FOEHN

In montagna è molto opportuno mantenere un occhio vigile sulla pressione in entrambi i lati dei massicci. E non solo: in regioni nelle quali si può formare il Foehn, la differenza di 2-4 hPa diventa un indicatore che prescrive una particolare prudenza. Il Foehn può entrare improvvisamente. Attenzione anche ai venti locali come il Mistral (Maestrale), la Tramontana e laBora.

 

(6) TEMPERATURE GRADIENTE

Sappiamo bene che: più la temperatura decresce con la quota, meglio le termiche salgono. In pratica, -1°C/100m genera termiche forti, strette e turbolente; mentre 0,6-0,8°C/100m generano termiche più gentili e facili da girare. Con meno di -0,5°C/100m, le termiche sono spesso troppo deboli. Termica debole non significa necessariamente, tuttavia, assenza di turbolenza: i giorni stabili possono generare anch'essi turbolenza, specie nel sottovento dei rilievi.

 

(7) INVERSIONE

Le inversioni possono anch'esse essere visualizzate nell'emagramma. Esse stoppano o impediscono la formazione delle termiche. Ma non si tratta del solo effetto sul volo. Se l'inversione è a meno di 300 m sopra i rilievi, esse possono creare un effetto Venturi tra il rilievo stesso e l'inversione, aumentando il vento meteo. L'inversione può quindi anche provocare forti raffiche inattese, anche se il vento è relativamente tranquillo. E' meglio dunque che l'inversione sia almeno da 500 a 1000 metri sopra il pendio. In questo caso l'inversione diventa utile per impedire sovrasviluppi dei cumuli e, al contempo, è sufficiente per permettere di volare con una quota relativamente buona anche per fare voli di cross.

 

(8) RISCHIO DI TEMPORALI

I temporali sono senza dubbio uno dei maggiori rischi per i nostri voli. Non solo quando si formano dove stiamo volando, ma anche quando sono relativamente lontani. In montagna, l'aria fredda che scende da un cumulonembo corre lungo le valli, dove si incanala ed accelera. Si tratta di fenomeni locali difficilissimi da prevedere. In più, quest'aria fredda di discesa solleva l'aria calda che staziona e può innescare altri temporali.