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Si comincia

 

 

Ferie finite, corso finito, si ritorna a casa. Contatto subito ESC, il quale, tra le altre, era molto interessato a sapere come si era svolto il corso di paramotore, al fine di discutere e decidere su quale paramotore, avente certe caratteristiche, comprare.

Ad un certo punto, mentre camminavamo su uno dei tanti sentieri che portano al decollo di Pioss, mi venne un momento di ripensamento. Pensai che avrei dovuto acquistare il paramotore, un parapendio, un’emergenza ed altre varie ed eventuali e dissi che forse non ne valeva la pena sostenere quella spesa.

Non lo avessi mai detto! ESC mi volò agli occhi e mi urlò: “Ma cosa credi, che i soldi te li porti nella tomba???!!!”. Cavoli, a ben pensarci, aveva proprio ragione. Ho l’opportunità di coronare un mio sogno e mi sto fermando davanti ad una spesa equivalente poi ad una motoretta?

“No, no Glìcole, si va avanti” mi dissi, non avrebbe senso tirarsi indietro proprio ora!

Scelto il mezzo più appropriato alle mie esigenze, contattammo un rivenditore, amico di ESC, ed acquistai il mio primo paramotore. La vela la comprai dall’istruttore che mi tenne il corso qualche mese prima in Toscana.

Ma non fu tutto subito rosa e fiori. Un conto è volare con un istruttore certificato che ti segue passo passo, ed un altro è volare da solo. E’ vero anche che volai spessissimo con ESC, il quale mi prese proprio per mano consigliandomi e mettendomi al corrente di tanti piccoli trucchetti, ma è altresì chiaro che l’esperienza va acquisita con il tempo. E’ un po’ come prendere la patente di guida. La scuola guida di dà una istruzione ma poi l’esperienza sulla strada è tutta un’altra cosa.

In ogni caso, ricordo le fantastiche sudate quando non riuscivo a decollare. Intanto c’era sempre meno vento che in Toscana, e quello già vuol dire, e poi mi mancava il cosiddetto ‘mestiere’, la malizia della disciplina stessa.

Ad onore del vero, pilotaggio in turbolenza a parte, il decollo è la vera bestia nera! Vige un proverbio nel settore degli ULM che recita: “Se vuoi fare un dispetto a qualcuno allora regalagli un paramotore!”.

Ma questo non perché non sia divertente (quando vuoi andare a volare carichi l’attrezzatura in macchina, cerchi un prato e via) ma perché il decollo non è proprio cosi intuitivo come potrebbe sembrare.

Intanto non hai occasione di vedere la vela mentre cominci a correre e quindi non vedi se è salita correttamente. Questo perché hai il paramotore sulla schiena e, se ti sbilanci all’indietro, rischi di cadere per terra. La vela va ‘sentita’ e non vista (ovvio che c’è chi la pensa diversamente).

Occorre dare motore in un preciso momento, né prima né dopo, pena abortire il decollo.

Se poi tutto è regolare, per decollare, anzi per effettuare un ottimo decollo, occorre dare tutto motore e sbilanciarsi all’indietro, cosa questa del tutto innaturale e completamente differente che dal volo libero, che invece richiede un totale sbilanciamento del corpo in avanti.

Ci sono comunque molte tecniche per decollare con un paramotore. Ognuno segue quella che meglio gli piace!

Ora, se si abortisce un decollo, non capita proprio niente, anche perché non sei in volo ma sempre con i piedi bene per terra. Ti ritroverai magari affaticato e stanco, tutto sudato (molti miei mal di gola sono stati dovuti proprio a questo), ma in ogni modo lo potrai eventualmente ‘raccontare’ a qualcuno, cosa essenziale nel proseguimento biologico della vita di ogni singolo individuo.

L’eccezione è quella che puoi spaccare qualcosa, e cosa si può facilmente rompere? Ma l’elica, che domanda!

Me lo aveva detto l’istruttore in Toscana, “comprati sempre un’elica di ricambio, perché tanto prima o poi, un’elica la rompi” ! Ed infatti, come sempre, aveva ragione!

Sono arrivato a spaccare un totale di cinque eliche, se non ricordo male, ma è una delle tante regole del gioco.

Seguirono tanti voli in paramotore in compagnia di ESC, un sacco di crasse e sincere risate accompagnate da un sorso di birra dopo il volo. E’ stato proprio un bel periodo, ricco di soddisfazioni sia dal punto di vista ‘volante’ che di amicizia.

Purtroppo, si sa, le amicizie, sebbene solide, possono anche cedere. Non necessariamente per dissapori o disaccordi, ma perché così è la vita.

 

Ogni volta che spicco il volo, c’è sempre un po’ di ESC che mi tiene compagnia …

 

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Recentemente ho riallacciato i contatti con il mio amico ESC, sono davvero contento perchè dopo alcuni anni ci siamo piacevolmente ritrovati!

Purtroppo è il destino che questa volta ci ha messo lo zampino...

Il mio amico ESC la notte tra il 2 ed il 3 ottobre del 2016 ha improvvisamente deciso di volare piu' alto di tutti noi comuni mortali, di volare con il bello e brutto tempo, con la bonaccia o con la tempesta!

Ti ricorderò SEMPRE, amico mio, e mi mancheranno sopratutto le nostre chiacchiere in mezzo ai prati accompagnati da una gustosissima bottiglia di birra in mano, parlando di volo, di donne e del più e del meno.

 

Ciao amico mio e vola sempre più in alto !!!